Archivi per la categoria ‘Canovaccio – Approfondimenti’
Il caso del vampiro di Klagenfurt

(Codice soggetto ZP9011) Herr M.C., diciotto anni, cattolico praticante (molto religioso, spaventato dal soprannaturale, vorrebbe diventare sacerdote), originario di Klagenfurt, Carinzia. La famiglia C. (i maschi della famiglia sono cavalieri per eredità) si professa cattolica, ma in realtà i suoi membri sono completamente atei. Proprietari terrieri da generazioni hanno perso quasi tutto a causa dai debiti di gioco del padre di M.C.
I C. sono stati selezionati frettolosamente senza indagare a fondo i disturbi della personalità della madre di M.C. Non sono stati presi in considerazione neppure i due casi presenti in famiglia (due zii da parte di madre di M.C.) di allucinazioni a sfondo mistico accertati dalle autorità sanitarie di Klagenfurt (sospetto Delirio onirico). Dal rapporto del mio collega inviato a trattare coi genitori, leggo che essi (per giustificare a se stessi la vendita del figlio) «si lamentano spesso, riferendosi alla sua vocazione religiosa, dell’infantilismo di M.C. e che ritengono la loro decisione di affidarlo alle autorità imperiali necessaria per farlo crescere». Leggi il resto di questo articolo »
La guerra secondo Napoleone

La strategia di esaurimento – inaugurata da Gustavo Adolfo II re di Svezia – si basava su un principio molto semplice: la resistenza del nemico andava esaurita con determinazione, precisione e cura. La strategia militare adottata da Bonaparte – teorizzata da von Clausewitz e da Antoine-Henri de Jomini – aveva un’unica finalità: l’annientamento totale del nemico. Napoleone sosteneva invece che l’essenziale era annientare la parte più forte dell’esercito nemico, tutto il resto si sarebbe sistemato da solo. Volendo semplificare al massimo (per comodità degli autori) si potrebbe dire che Bonaparte applicò, con una certa costanza, due schemi: uno per attaccare (“le manoeuvre sur les derriéres”) e uno per difendere (“la posizione centrale“). Leggi il resto di questo articolo »
Die französische Armee

La Grande Armée, la “Grande Armata”: così veniva definito l’esercito agli ordini di Napoleone Bonaparte. All’apice della sua potenza – all’inizio della campagna di Russia (1812) – la Grande Armée contava circa seicentomila uomini; per gli standard dell’epoca era enormemente sovradimensionata. Era stato possibile creare un esercito così grande grazie alla pratica, introdotta ai tempi del Direttorio, della coscrizione forzata allargata anche ai paesi occupati. La legge obbligava al servizio militare tutti i cittadini maschi (francesi e dei paesi occupati) che avessero un’età compresa tra i venti e i venticinque anni. L’esercito francese, pesantemente riformato dallo stesso Napoleone, faceva capo esclusivamente a lui. Napoleone seppe farsi benvolere dai propri uomini introducendo premi e riconoscimenti al merito e al valore (come la prestigiosa Legion d’Onore). Entrare nell’esercito e dedicarsi alla carriera militare, era un modo per le classi meno abbienti di elevarsi socialmente. Inoltre Napoleone introdusse norme a favore dei veterani e dei feriti di guerra. Agli orfani e alle vedove dei caduti in battaglia fu riconosciuto il diritto all’assistenza di Stato e ai feriti una pensione. Leggi il resto di questo articolo »

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