Die französische Armee

La Grande Armée, la “Grande Armata”: così veniva definito l’esercito agli ordini di Napoleone Bonaparte. All’apice della sua potenza – all’inizio della campagna di Russia (1812) – la Grande Armée contava circa seicentomila uomini; per gli standard dell’epoca era enormemente sovradimensionata. Era stato possibile creare un esercito così grande grazie alla pratica, introdotta ai tempi del Direttorio, della coscrizione forzata allargata anche ai paesi occupati. La legge obbligava al servizio militare tutti i cittadini maschi (francesi e dei paesi occupati) che avessero un’età compresa tra i venti e i venticinque anni. L’esercito francese, pesantemente riformato dallo stesso Napoleone, faceva capo esclusivamente a lui. Napoleone seppe farsi benvolere dai propri uomini introducendo premi e riconoscimenti al merito e al valore (come la prestigiosa Legion d’Onore). Entrare nell’esercito e dedicarsi alla carriera militare, era un modo per le classi meno abbienti di elevarsi socialmente. Inoltre Napoleone introdusse norme a favore dei veterani e dei feriti di guerra. Agli orfani e alle vedove dei caduti in battaglia fu riconosciuto il diritto all’assistenza di Stato e ai feriti una pensione.

La Legge della mano monca. Rientrato dall’esilio di Sant’Elena Napoleone promulgò la cosiddetta “Legge della mano monca” (così chiamata perché, si dice, venne abbozzata col primo innesto artificiale dell’imperatore: la sua mano destra): ogni soldato dell’esercito francese doveva obbligatoriamente farsi impiantare un’Alembrite e sottoporsi a un processo di potenziamento fisico. La ditta d’Alembert, fondata dall’inventore dell’Alembrite, venne incaricata di sviluppare e fornire all’esercito protesi meccaniche che avessero la duplice funzione di sostituire in tutto e per tutto parti anatomiche e che diventassero all’occorrenza armi d’offesa. La prima protesi prodotta – ampiamente diffusa tra i soldati della Grande Armée – fu la “mano di Murat”: una mano meccanica in grado di diventare una robusta lama seghettata, un ottimo sostituto della baionetta.

Corpi d’armata: fanteria napoleonica. Costituiva il grosso della Grande Armée ed era divisa in due categorie: la fanteria di linea (infanterie de ligne) e la fanteria leggera (infanterie légère). La straordinaria efficienza della fanteria napoleonica era dovuta all’impeto dimostrato negli scontri. Appesantiti dalle protesi meccaniche i fanti hanno perso molto della loro leggendaria velocità di marcia, ma hanno guadagnato una forza d’urto inarrestabile.

Corpi d’armata: Cavalleria napoleonica. La Cavalleria costituiva circa un quinto dell’intera Grande Armée. Un reggimento di cavalleria era composto da ottocento a milleduecento uomini ed era strutturato su tre o quattro squadroni di due compagnie ciascuno, più elementi di supporto. La prima compagnia di ogni squadrone era sempre designata come “compagnia d’élite”, in cui si presume confluissero i migliori uomini e i migliori cavalli. Ogni compagnia era comandate da un capitano. La Cavalleria si divideva in cavalleria pesante (corazzieri e granatieri) adatta a sfondare le linee nemiche, cavalleria di linea (dragoni) adatta alla ricognizione e agli scontri uomo a uomo, e cavalleria leggera (ussari, cacciatori a cavallo, lancieri) adatta a combattere al fianco della fanteria per creare confusione e scompiglio tra le linee nemiche. La cavalleria, dopo la Legge della mano monca, subì profonde trasformazioni sacrificando (come la fanteria) velocità per guadagnare potenza. I cavalli, dovendo portare cavalieri molto più pesanti a causa degli innesti meccanici, furono i primi animali a sperimentare l’Alembrite e vennero pesantemente modificati e corazzati.

Ndr: Le parti in corsivo sono di fantasia. Questo approfondimento al Canovaccio, così come tutti quelli che si renderanno necessari, verranno aggiunti anche nella pagina del Canovaccio

4 novembre 2009

Scritto da admin

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